INTRODUZIONE DELLA MOSTRA
Una breve introduzione prima di entrare in galleria e scoprire la nostra quarta mostra, Exposure – Quando il mondo ti guarda, da Harry Styles a Lady Gaga, a cura dello stylist Tom Eerebout.
Ma prima, una domanda fondamentale: quando nasce la figura dello stylist?
La professione dello stylist emerge all’inizio del Novecento, con l’affermarsi dell’immagine moderna della moda. Ma il suo prototipo può essere fatto risalire alla fine del XVIII secolo con Marie Jeanne Bertin, “ministre des modes”, ministro della moda, della regina Maria Antonietta. La regina, insofferente all’etichetta di corte, aveva instaurato una sorta di tacito accordo con la mercante di moda Bertin. Insieme iniziarono a rivoluzionare l’etichetta, modificando i codici dell’abbigliamento attraverso lo styling di accessori e dettagli accuratamente selezionati.
Ci vollero però ancora molti anni prima che la professione vera e propria venisse riconosciuta dal grande pubblico. Per molto tempo l’abbigliamento venne presentato solo attraverso sarte, illustrazioni o allestimenti commerciali, senza una vera dimensione narrativa. È grazie a riviste come Vogue e Harper’s Bazaar che la figura dello stylist inizia a prendere forma, quando i fashion editor cominciano a costruire veri e propri racconti visivi, e lo styling inizia a definirsi come ruolo autonomo.
Nel secondo dopoguerra, lo styling diventa più espressivo. Tra gli anni Sessanta e Settanta, personalità come Diana Vreeland trasformano l’immagine di moda in un linguaggio culturale, capace di riflettere i cambiamenti sociali, la cultura giovanile e la dimensione del sogno. Lo styling si sposta così dalla correttezza formale al comunicare attitudine, creare narrazione.
Gli anni Ottanta e Novanta segnano la nascita dello stylist come lo conosciamo oggi: una figura professionale indipendente che lavora con celebrità, riviste e cinema. Creativi come Ray Petri, Carine Roitfeld e Katie Grand mettono in discussione i canoni di bellezza, ridefiniscono le silhouette e influenzano direttamente i designer, intrecciando moda, musica e sottoculture.
Oggi, con l’avvento dei social media, il ruolo dello stylist si è ulteriormente ampliato, includendo ricerca culturale, strategia d’immagine e personal branding. Lo stylist è ormai l’autore di un linguaggio visivo che modella il modo in cui la moda viene vista, compresa e ricordata, lavora come un alchimista all’intersezione tra corpi e abiti, trasfigurando entrambe.
Eppure, molti stylist si sentono ancora oggi frustrati nel dover spiegare l’importanza del loro lavoro, perché la maggior parte delle persone non ha un’idea chiara di cosa facciano. La rinomata giornalista di moda Tamsin Blanchard scrisse una volta ironicamente: “cosa fanno, tutto il giorno?”
EXPOSURE
Sullo schermo di fronte potete vedere uno degli stylist più influenti del nostro tempo, Tom Eerebout, che ha contribuito a definire l’immagine pubblica di figure come Lady Gaga, Austin Butler e Rebecca Ferguson. Vi invitiamo a guardare la sua intervista, in cui racconta il percorso curatoriale dell’installazione. Potete mettere in pausa l’audioguida e riprenderla al termine del video.
Exposure svela la trasformazione della moda e della nostra stessa immagine, modellata in modo sottile attraverso l’arte spesso invisibile dello styling. Dalle prove private alle apparizioni pubbliche, la mostra indaga la relazione strettissima tra stylist, designer e identità che prendono forma davanti ai nostri occhi. È una storia fatta di rischio, rivelazione e riconoscimento, in cui i talenti emergenti salgono alla ribalta e un singolo look può entrare a far parte della storia della moda. Attraverso sguardi dietro le quinte e capi realizzati da designer di ITS Contest, Exposure celebra l’arte dell’essere visti e le persone che la rendono possibile.
Nella mostra sono presenti diversi designer di ITS Contest. Molti di loro infatti hanno collaborato con celebrità, creando pezzi unici o mettendo a disposizione look provenienti dalle collezioni presentate a ITS. Gli stylist delle star sono da sempre alla ricerca di creazioni audaci, originali e mai viste prima, qualità che spesso contraddistinguono i designer emergenti. Allo stesso tempo, artisti come Lady Gaga e Harry Styles scelgono consapevolmente di dare spazio alle nuove voci della moda, sostenendo i giovani invece di affidarsi esclusivamente a marchi rinomati.
Quello che state per attraversare è uno sguardo privilegiato affrontato da molteplici punti di vista: a volte come osservatori silenziosi, a volte come se foste letteralmente catapultati negli spazi vissuti dalle celebrità. È il racconto di una figura che resta appena fuori dall’inquadratura della storia della moda, ma che ne plasma alcune delle immagini più memorabili. Muovendovi nello spazio incontrerete gli ambienti in cui il lavoro dello stylist prende forma: il glamour del red carpet, la soglia della camera d’albergo dove avviene il rito silenzioso degli ultimi aggiustamenti, il lavoro intimo di scolpire il corpo, il territorio poetico delle muse e dell’ispirazione. Ogni ambiente rivela una diversa sfumatura del rapporto tra stylist e celebrità, mostrando come look che sembrano apparire e svanire in un istante siano in realtà il risultato di negoziazione, collaborazione, intuito, cura e talvolta puro istinto.
Non si tratta semplicemente di un racconto dietro le quinte, ma di un’anatomia dell’autorialità, vissuta il più possibile dall’interno. Scoprirete come una suite d’hotel si trasformi in atelier, e come rastrelliere di abiti, vassoi di accessori e strumenti del mestiere diventino materia prima per la costruzione dell’immagine.
Vedrete come le illusioni vengono progettate: come nastro adesivo, spilli, strutture e luce modellino un corpo che, davanti alla macchina fotografica, apparirà naturale a milioni di persone. Assisterete al viaggio dell’ispirazione attraverso memoria, archivi, cinema, infanzia e incontri casuali, fino a diventare la mitologia privata che guida la mano dello stylist.
Exposure invita a guardare oltre lo spettacolo, spingendovi verso il confine tra identità pubblica e preparazione privata. Scoprirete lo stylist come autore, capace di tradurre l’abito in linguaggio e il linguaggio in cultura. Questa non è una moda da osservare soltanto, ma un’esperienza che rende visibile l’arte che la fa esistere.
Ora possiamo entrare nella gallery, dirigendoci verso il prossimo QR code.