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EXPOSURE – LA LUCE DELLE MUSE

Vi trovate nell’ultima sezione dedicata a ciò che ispira uno stylist, intitolata The Shining of the Muses.

Ogni atto di styling nasce dall’ispirazione. Un’immagine fugace, un ricordo, una sensazione che accende la creatività. Gli stylist attingono da tutto ciò che li circonda: sfilate, editoriali, cinema, arte, oggetti, oppure memorie d’infanzia. Queste influenze si stratificano e danno forma a un linguaggio visivo personale che guida il loro lavoro.

In studio o online, gli stylist raccolgono queste scintille e le trasformano in qualcosa di nuovo. Una silhouette anni Novanta, un ritratto della vecchia Hollywood o una fotografia di strada diventano punti di partenza, reinterpretati attraverso il loro sguardo. L’ispirazione può emergere ovunque: nella posa di una modella, nella colonna sonora di una sfilata, in un frammento di tessuto. Il compito dello stylist è riconoscerla e tradurla in forma, materia e gesto.

Ogni look esposto in questa sezione conserva tracce di queste scintille, trasformando la tecnica in espressione e il mestiere in poesia. La creazione nasce dallo stupore, e la musa continua a brillare in ogni immagine compiuta. Esploriamo insieme alcuni di questi look iconici.

BJÖRK – MAIKO TAKEDA

Incominciamo con il look composto da tuta in latex nero e bodypiece simile a un’aureola, composta da sottili strisce di plastica colorata e trasparente.

Per l’universo visivo di Vulnicura, il suo ottavo album in studio pubblicato nel 2015, Björk collaborò nuovamente con la designer di ITS Contest 2014 Maiko Takeda, il cui lavoro etereo e scultoreo fonde moda e illusione atmosferica.

Questo headpiece di Takeda è costruito con migliaia di elementi acrilici traslucidi collegati a mano tramite piccoli anelli di metallo, che creano un effetto luminoso attorno al volto di Björk, sospeso tra armatura, aura e organismo vivente.

Abbinato a una tuta in lattice, il design intendeva amplificare le tematiche dell’album, esposizione emotiva e autodifesa, trasformando Björk in una figura in bilico tra vulnerabilità e futurismo.

Questo pezzo incarna perfettamente il linguaggio visivo d’avanguardia che è diventato centrale nella sua poetica: un’esplorazione continua di identità, trasformazione e fusione tra corpo umano e architetture altre.

HARRY STYLES – ARTURO OBEGERO

Ora soffermatevi sull’ensemble maschile a righe nere e azzurro chiaro, composto da un top senza maniche e un paio di pantaloni.

Questo look è stato indossato da Harry Styles come parte dell’immaginario visivo dell’album Harry’s House, un disco fondamentale nel definire la nuova “era Styles” che conosciamo oggi: espressiva, fluida, profondamente personale.

Per realizzarlo, lo stylist Harry Lambert coinvolse il giovane designer emergente Arturo Obegero, che in pochissimo tempo produsse tra i 20 e i 30 capi. «Ho ancora paillettes sparse per casa», ha raccontato ironicamente.

Definito da una decisa rigatura diagonale e da una silhouette allungata, ispirata alla danza, il look riflette l’approccio scultoreo e performativo di Obegero, con richiami alla danza contemporanea e allo stagewear degli anni Settanta. Pensato per dialogare con il movimento e la luce, incarna perfettamente l’equilibrio tra intimità e teatralità di questa epoca artistica. Obegero cita esplicitamente figure come Freddie Mercury, David Bowie e Mick Jagger, catturando l’esplorazione continua di Styles, alla ricerca di uno stile fluido e di una nuova iconografia pop. È anche la testimonianza del costante interesse del cantante a collaborare con designer emergenti, un aspetto fortemente sostenuto dal suo stylist.

CHAPPEL ROAN – MAXIMILIAN RAYNOR

Passiamo ora all’ultimo look di questa sezione, in fondo a destra, composto da una giacca sartoriale grigia con spalle strutturate e una gonna rossa realizzata con strisce di tessuto.

Per il servizio del 2024 su Rolling Stone, la cantante americana Chappell Roan è stata fotografata dal duo olandese-statunitense Inez e Vinoodh indossando un ensemble teatrale firmato dal designer londinese Maximilian Raynor, vincitore a ITS Contest 2025. Fondendo riferimenti gotico-vittoriani e surrealismo pop esasperato, il look abbina una giacca grigia dalla struttura netta e maniche svasate a una gonna in vichy rosso, stratificata e volutamente “disturbata”, che evoca una nostalgia decostruita.

Il look riprende uno degli outfit della collezione vincitrice Manor for Heaven, composta da costumi per l’omonimo fashion movie. Ogni abito vestiva un personaggio di questo film-protesta ambientato in un purgatorio surreale, dove un gruppo di “reietti” vive in una dimora in attesa di accedere a un “paradiso” metaforico, che rappresenta in verità una critica esplicita alla società patriarcale tradizionale. Il lavoro di Raynor è attraversato da riferimenti storici e da un uso consapevole di codici provenienti dal teatro e dalla musica, perfettamente in sintonia con l’attitudine scenica e performativa di Chappell Roan.

Bene, il nostro viaggio in Exposure – Quando il mondo ti guarda, da Harry Styles a Lady Gaga, si conclude qui.
Da tutto ciò che abbiamo esplorato emerge con chiarezza che lo stylist è un architetto silenzioso, nascosto dietro ogni immagine iconica. È colui che collega il privato al pubblico, l’ordinario all’indimenticabile, trasformando apparizioni effimere in simboli destinati a restare nella memoria e in alcuni casi, nella storia.
Lo styling è autorialità, collaborazione e dedizione silenziosa: un’arte che non plasma solo le immagini, ma il modo stesso in cui comprendiamo la moda.
Una firma che nessuno vede, ma che tutti percepiscono.

E ora, possiamo lasciare la Gallery e dirigerci verso la Wunderkammer, per scoprire Rise and Shine, la mostra dedicata ai vincitori di ITS Contest 2026.